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CARDINALE IN PARROCCHIA

Sabato 20 febbraio, alla presenza del card. Crescenzio Sepe, c'è stata una cerimonia suggestiva per l'inizio ufficiale del mio servizio pastorale; un rito che è stato impreziosito dalla vicinanza calda e affettuosa di moltissimi fedeli di tutte le età. Ho toccato con mano la presenza di una comunità accogliente e calorosa, e per questo desidero ringraziare tutti per l'affetto e la stima che mi dimostrate. Spero di ripagarvi, realizzando il programma che presentai nella mia prima lettera di settembre, dove precisavo l'orizzonte pastorale entro cui mi sarei mosso. In quell'occasione così mi esprimevo: "Cosa vi aspettate dal vostro parroco? Che sia uomo di relazione? Sorridente e amabile con tutti? Bravo nel fare l'omelia? Competente nell'organizzare la vita della parrocchia, dalla catechesi alla caritas? Se un sacerdote saprà fare tutto ciò è certamente una fortuna per la parrocchia! Tuttavia mi auguro che voi desideriate da me qualcosa di più! Non chiedetemi di avere soltanto delle eccellenti virtù umane, intellettive e comunicative. Queste qualità le posseggono anche tanti uomini e donne dello spettacolo e della cultura in genere, che non sono né religiosi e né parroci. Le doti umane, in un sacerdote, sono certamente importanti, ma solo se aiutano gli uomini a incontrare Cristo. Dovete chiedermi, dunque, di testimoniare a tutti, e in particolare ai giovani, che Dio esiste ed è infinitamente Buono. Questo è il compito che identifica e caratterizza un sacerdote e un salesiano. Se viene meno l'impegno di "farvi vedere il Padre", nonostante le straordinarie capacità umane, diventiamo <lampade spente e sale senza sapore>". La lettera terminava con la preghiera che , da settembre, rivolgo ogni giorno a Dio per tutti e in modo particolare per i giovani:"Signore Tu sei stato buono con me, chiamandomi a essere amico, fratello e guida di questa comunità cristiana di Portici. Fa' che io metta sempre al centro le persone che mi hai affidato, perché sentano di essere amate da Te che sei nostro Padre. Fa' che sia sempre pronto a parlare di Te più con la vita che con le parole. Dammi la forza di ascoltare e di stare con tutti, di indicare il cammino a chi è smarrito, di salire il calvario con chi soffre, di vederti sempre in tutti e in particolar modo negli occhi dei giovani. Aiutami a essere testimone della tua presenza, in particolare tra coloro che non ti conoscono e non sanno che ci ami di un amore senza confini. Dammi la forza di donarmi a tutti con gioia, sorretto unicamente dal desiderio di farli diventare tuoi amici".

 

di don Antonio D'Angelo