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INTERVISTA ALL'ISPETTORE
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INTERVISTA ALL'ISPETTORE

Che impressione ha avuto di Portici durante questa sua visita?
Ho avuto un'impressione molto bella e sono rimasto molto contento dell'incontro fatto con animatori, preanimatori ed educatori e innanzitutto ho visto che sono tanti e mi è sembrato che sono anche abbastanza motivati, preparati, uniti e questi sono tutti elementi che loro stessi hanno elencato in positivo. E' molto bello quando gli animatori sono capaci di sottolineare questo, sono anche attenti ai cammini formativi. Molti mi hanno detto "c'è bisogno di formazione e noi comunque proviamo a farla attraverso incontri, campi-scuola e altre attività". Così come mi è sembrato anche molto bella la loro capacità di lettura critica in termini educativi del loro impegno, il fatto di avermi detto "facciamo tante cose per la fascia ma dobbiamo imparare ad essere più attenti ai singoli, a dialogare accompagnando ogni singolo ragazzo dei nostri gruppi, dei nostri cammini formativi" penso che indichi una bella capacità di lettura educativa da parte di un animatore che non si limita solo a fare attività ma che vuole anche arrivare a formare dei ragazzi. Quest'impressione mi è molto piaciuta e penso che un buon gruppo animatori dice di sicuro anche un buon oratorio.
Com'è la vita di un ispettore?
Un ispettore ha una vita un po' strana. Tutti ci vorrebbero dialogare, essere ascoltati da un ispettore, tutti lo vorrebbero incontrare... e questo è anche il desiderio di un ispettore, sapere che deve servire innanzitutto i confratelli in questa visita, avvicinarsi a loro ed esprimere anche vicinanza ai singoli... purtroppo è anche vero che la vita di un ispettore è fatta per un terzo del tempo di incontri, riunioni, consigli, assemblee nazionali, convegni e così via, molto tempo se ne va in queste cose, molto tempo se ne va anche nella preparazione di qualche piccolo documento e per alcune risposte da dare a situazioni o a persone. Da tutto il tempo che va via per i viaggi, gli incontri e così via ne avanza un po' per incontrare e dialogare però a volte non è certo quello che io ispettore vorrei, così come i confratelli. Il bello di essere un ispettore è anche poter verificare il tanto bene che in giro si fa, che i confratelli fanno, anche se a volte un po' appesantiti da questo lavoro, perché si vedono tante cose che camminano e vanno avanti; la sofferenza è un po' quella di far fatica a volte a suggerire, a incoraggiare qualche passo in più a qualcuno, a dire che qualche cosa un po' più bella la si potrebbe fare, è il ruolo più bruttino di un ispettore ma anche il più dovuto per incoraggiare e indirizzare.
Ci racconti qualche bella news della nostra ispettoria.
Una notizia bella in ogni famiglia è anche quella della nascita di nuovi bambini e nella nostra famiglia dell'Ispettoria Meridionale è stata inserita la nuova presenza salesiana in Kosovo, nella cittadina di Jilan. E' una cittadina di centomila abitanti circa, non c'è in questo momento alcuna presenza cattolica e il Paese è fondamentalmente musulmano però molto aperto, non certo integralista, ci hanno accolto molto bene e da Settembre scorso due confratelli hanno iniziato la loro presenza in questa cittadina. Per il momento li ho sistemati in un piccolo appartamento che abbiamo fittato nella città, è più una presenza fatta di contatti, di vicinanza, hanno iniziato anche qualche piccola attività presso un paio di stanze di una struttura che abbiamo avuto a disposizione e che comunque andrà un po' alla volta portata avanti, costruita nelle parti rimaste incomplete. Questa notizia ci mostra anche un fronte missionario dell'Ispettoria, risposta a queste popolazioni che in questo momento stanno dando anche delle vocazioni, segnale bello per dire "il Signore sta benedicendo questa nostra famiglia".
Lasci un augurio a noi animatori e ragazzi di questo oratorio
Ieri ho fatto vedere agli animatori un dipinto in cui don Bosco, attraverso la tecnica dei burattini, insegna e racconta ai ragazzi la storia del Padre Misericordioso e nello stesso momento c'è una specie di sosia di don Bosco che da dietro abbraccia i ragazzi che assistono a questo spettacolo. Voi dovete essere un po' così: capaci di accattivare i ragazzi, di raccontare loro il Vangelo però senza farli annoiare, in maniera bella ma dovete essere anche capaci di far sentire e capire ai ragazzi che volete loro bene, che c'è un Dio che vuole loro bene, attraverso l'esperienza concreta della vicinanza, per cui vi auguro di sentirvi un po' come don Bosco, capaci di raccontare di un Dio buono ma anche di farlo sperimentare ai ragazzi. Ai ragazzi poi auguro che riescano a capire quanto gli animatori e gli educatori